lunedì 24 settembre 2012

COSA RIMANE DI NAPOLEONE A BORGO VALSUGANA.


Quando passa dal Trentino durante la Campagna d’Italia del 1796, Napoleone Bonaparte è già  un personaggio famoso. Facendo un paragone musicale, non si può dire che sia già l’Elvis Presley di quando verrà incoronato Imperatore, ma il suo passaggio per paesi e città è comunque un evento. Diciamo che come Vasco lo è sicuramente.
A Borgo Valsugana si ferma poco ma ci dorme, in uno dei tanti suoi fugaci pernottamenti italiani. Sarà anche vero, come dicono, che ci sono più targhe commemorative che testimoniano un suo pernottamento che notti effettive dormite, ma il fatto rimane. Infatti a Borgo Valsugana, la lapide esposta al numero 18 dell’attuale via Morizzo ricorda: “Napoleone Bonaparte generalissimo abitò in questa casa il 6 settembre 1796”.
Ma in zona c’è un altro simbolo napoleonico che viene citato nel libro “Ausugum. Appunti per una storia del Borgo della Valsugana” di don Armando Costa: “Napoleone Bonaparte le piaceva sedersi sul sasso in testa al ponte grande del Borgo o sul sasso che fa cantone fra la via Imperiale e sotto i portici quasi in testa dall’altra parte del ponte e là, contornato dai suoi comandanti con le mani piene di carta dava ordini e sue disposizioni. Per questo quei sassi furono chiamati «sasso de Napolion»”.
In qualsiasi posto d’Italia un sasso del genere sarebbe motivo di vanto se non di orgoglio del tipo: “nel mio paese c’è un sasso sul quale si è seduto Napoleone”. In un altro paese, questo testimone del passato avrebbe una valenza culturale e turistica illustrata da un totem informativo. Chissà, in certi luoghi turistici ogni 6 settembre potrebbero anche farne una rievocazione storica. Magari con un figurante vestito da Napoleone, seduto con delle carte militari sulle ginocchia e vicino al quale poter scattare la foto da far vedere ad amici e parenti dopo le vacanze. In certi luoghi culturali se ne scriverebbe, cercando magari altre tracce del passaggio di chi ci si sedette sopra.
In certi luoghi… E a Borgo Valsugana invece cosa è rimasto di quel sasso? Al suo posto c’è un cestino metallico per l’immondizia da sotto il quale si può a fatica intravvedere la sommità del macigno. Niente tabelle ricordo, niente cartelli, niente commemorazioni né figuranti.
Nel luogo dove il 6 settembre 1796 Napoleone Bonaparte di sedette per decidere le sorti della Valsugana e dell’Italia c’è un bidone dell’immondizia. Dimenticanza? Trascuratezza? Poca attenzione alla storia? O magari un antifrancesismo postumo? E se a sedersi su quel sasso fosse stato invece non dico Cecco Beppe, ma anche solo Andreas Hofer, le cose sarebbero uguali? O forse ci sarebbe un capitello dove ogni anno un pellegrinaggio di schützen renderebbe omaggio al personaggio alla presenza dell’assessore Panizza?
Questa è ovviamente un’ipotesi.
La realtà dice invece che attualmente a Borgo Valsugana a ricordare uno dei più grandi personaggi della storia c’è un cestino dell’immondizia. Siamo sicuri che non si possa proprio pensare a qualcosa di diverso?



1 commento:

Unknown ha detto...

Molto interessante, grazie alcune cose le sapevo altre no. Ilda malinverni